Archeologia e Marco Polo
I recenti scavi archeologici eseguiti in diverse aree della città hanno portato a galla e confermato quanto della città già si sapeva: anche l’area dell’arcipelago veneziano erano abitate fin dai tempi dei romani. Nell’area dell’attuale mercato dell’ortofrutta sono stati rinvenuti resti di abitazioni romane in quello che doveva essere la riva del fiume che attraversava la città. E’stato trovato invece un laboratorio per la lavorazione della seta in prossimità del teatro Malibran, dove esistevano le case dei Polo, il più famoso dei quali è Marco, con le descrizioni dei suoi viaggi in oriente al servizio del Gran Can, ha fatto conoscere, nei primi decenni del docicesimo secolo, il lontano oriente con tutti i suoi usi e costumi, con le loro produzioni ad iniziare dalla seta, che Marco sicuramente ha portato in città, con le conoscenze acquisite nella lavorazione di tale prezioso tessuto, tanto da portare in città, o meglio all’interno della sua proprietà, un intero laboratorio per la lavorazione della seta, provvisto di forni e lavatoi con acqua corrente per il fissaggio dei colori che potessero mantenersi nel tempo. Non a caso la calle di accesso alle corti del Milion dalla Salizada S. Giovanni Crisostomo si chiama “dell’Ufficio della seta”.
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Il laboratorio, risalente all’XII secolo, è stato ritrovato durante i lavori per il recupero del Teatro Malibran, nella Corte Seconda del Milion, dove si può ammirare l’antico portone, attualmente solo l’arco, ma in “Venezia nella vita privata” di Pompeo Molmenti è stato fotografato il portone di cui sopra, tanto che sarebbe possibile risalire alla conformazione del territorio attorno alle case dei Polo, senza gli archi ottocenteschi in aderenza a quello duecentesco dei Polo.Negli scavi per il rifacimento della pavimentazione eseguiti in concomitanza con il recente restauro del Tetro Malibran, è venuta alla luce l’antica soglia di accesso alle case dei Polo dalla Corte Seconda del Milion. Questa si trova sotto l’arco duecenteso scolpito con motivi decorativi particolarmente belli, e di recente restaurato, a circa 60 cm. di profondità dall’attuale livello stradale. E’ in marmo d’Istria e particolarmente consumata nella parte di apertura della porta di uscita, come se Marco Polo nell’uscure da casa sua avesse dovuto scendere un ulteriore gradino per arrivare alla pavimentazione stradale. Anche Pompeo Molmenti nel suo Venezia nella vita Privata, Edizioni LINT Trieste, descrive l’arco come ingresso della casa di Marco Polo, dove esisteva ancora, verso la fine del 1800, un portone in legno per l’accesso alla casa.
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Il laboratorio, risalente all’XII secolo, è stato ritrovato durante i lavori per il recupero del Teatro Malibran, nella Corte Seconda del Milion, dove si può ammirare l’antico portone, attualmente solo l’arco, ma in “Venezia nella vita privata” di Pompeo Molmenti è stato fotografato il portone di cui sopra, tanto che sarebbe possibile risalire alla conformazione del territorio attorno alle case dei Polo, senza gli archi ottocenteschi in aderenza a quello duecentesco dei Polo.Negli scavi per il rifacimento della pavimentazione eseguiti in concomitanza con il recente restauro del Tetro Malibran, è venuta alla luce l’antica soglia di accesso alle case dei Polo dalla Corte Seconda del Milion. Questa si trova sotto l’arco duecenteso scolpito con motivi decorativi particolarmente belli, e di recente restaurato, a circa 60 cm. di profondità dall’attuale livello stradale. E’ in marmo d’Istria e particolarmente consumata nella parte di apertura della porta di uscita, come se Marco Polo nell’uscure da casa sua avesse dovuto scendere un ulteriore gradino per arrivare alla pavimentazione stradale. Anche Pompeo Molmenti nel suo Venezia nella vita Privata, Edizioni LINT Trieste, descrive l’arco come ingresso della casa di Marco Polo, dove esisteva ancora, verso la fine del 1800, un portone in legno per l’accesso alla casa.
A Marco Polo non viene dedicata che una misera targa sulla facciata prospicente il rio che ne diresti di assegnare maggiore onore ad un nostro illustre cittadino? Cosa potremmo fare perchè sia onorato nel giusto modo? Scrivi al sito
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