Mose, la posa della prima pietra
Dove l’abbia potuta porre la prima pietra solo lui lo sa.
Di fatto il cantiere per la realizzaione del MOSE è già da tempo iniziato.
Lo sconvolgimento della laguna per la realizzazione di questa opera faraonica sarà così grande che, nel momento in cui l’opera sarà finita, forse non ci sarà più una città da proteggere.
Questa è l’opinione di un veneziano che non ha approfondito come dovrebbe la conoscenza sulle opere della realizzazione dell’opera monumentale, ma è spaventato per quello che potrebbe succedere se, per un motivo qualsiasi (la mancanza di fondi del governo per la manutenzione, una marea eccezionale che possa superare le barriere mobili, la possibilità che una nave di sempre maggiori dimensioni si incagli nella bocca di porto) la difersa della città possa venir meno, per trovarsi quindi in condizioni peggiori del fatidico 4 novembre 1966.
Questa condizione si è già stata sfiorata nell’inverno del 2001 quando ha raggiunto quota 1,54 sul livello del mare (non come ha in quell’occasione comunicato erroneamente l’Ufficio maree del Comune mt. 1,48) con pioggia battente e vento di scirocco molto sostenuto che non permetteva all’ acqua di uscire dal bacino lagunare. Fortunatamente, due ore prima che la marea cominciasse a cescere nuovamente visto che erano ormai passate quattro ore dalla punta massima di marea astronomica ma l’acqua non era ancora defluita, il vento di scirocco ha cominciato ad affievolirsi, così che l’acqua ha potuto uscire dalla laguna evitando così il ripetersi di una catastrofe annunciata.
Di fatto il cantiere per la realizzaione del MOSE è già da tempo iniziato.
Lo sconvolgimento della laguna per la realizzazione di questa opera faraonica sarà così grande che, nel momento in cui l’opera sarà finita, forse non ci sarà più una città da proteggere.
Questa è l’opinione di un veneziano che non ha approfondito come dovrebbe la conoscenza sulle opere della realizzazione dell’opera monumentale, ma è spaventato per quello che potrebbe succedere se, per un motivo qualsiasi (la mancanza di fondi del governo per la manutenzione, una marea eccezionale che possa superare le barriere mobili, la possibilità che una nave di sempre maggiori dimensioni si incagli nella bocca di porto) la difersa della città possa venir meno, per trovarsi quindi in condizioni peggiori del fatidico 4 novembre 1966.
Questa condizione si è già stata sfiorata nell’inverno del 2001 quando ha raggiunto quota 1,54 sul livello del mare (non come ha in quell’occasione comunicato erroneamente l’Ufficio maree del Comune mt. 1,48) con pioggia battente e vento di scirocco molto sostenuto che non permetteva all’ acqua di uscire dal bacino lagunare. Fortunatamente, due ore prima che la marea cominciasse a cescere nuovamente visto che erano ormai passate quattro ore dalla punta massima di marea astronomica ma l’acqua non era ancora defluita, il vento di scirocco ha cominciato ad affievolirsi, così che l’acqua ha potuto uscire dalla laguna evitando così il ripetersi di una catastrofe annunciata.
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