Restauro e conoscenza del tessuto urbano
Conoscere Venezia non vuol dire solo saper circolare in quel dedalo di strade che sono il tessuto della città, ma soprattutto capire i problemi del viverci dentro. Molteplici sono i problemi che assillano la città. Primo fra tutti l’alta marea che sommerge con regolarità parti più o meno ampie della città. Il moto ondoso è una delle cause di accelerato degrado di fondamenta e dei muri prospicenti le rive dei canali. La massa dei turisti che affollano ormai 300 giorni all’anno anche le calli più nascoste, per non parlare dell’affollamento in Piazza San Marco, non conoscono minimamente quale immane sforzo faccia la città per ospitarli, sia in ragione del prezzo da pagare per la pulitura, sia per la velocità degli spostamenti che il turista, abituato alla terraferma, quindi all’automobile, vuole avere per visitare monumenti e musei.
Ma quello che si vuole prendere in esame in questa pagina è la scarsa competenza di sempre un maggior numero di ditte di restauro e di conservazione, nonchè di professionisti che ad ogni titolo si apprestano a “restaurare” anche una piccola parte della città.
La fragilità delle strutture, vedasi case, monumenti, chiese, ma anche calli, fondamente, campi e ponti, ha necessità di una manutenzione fatta con i guanti, non i guanti del demolitore, ma bensì guanti bianchi del chirurgo che interviene solo per recuperare la parte malata, ma che nello stesso tempo non crea nuovi danni alle zone contigue all’intervento.
Nell’intervento a fianco fotografato, è stata demolita parte del muro per la costruzione di una nuova condotta per lo scolo delle acque piovane, tamponando la vecchia condotta lontana dalla nuova 15-20 centrimeri, non considerando che lo spigolo della casa potrebbe diventare più fragile con un nuovo taglio verticale e non sopportare allo stesso modo i carichi delle strutture soprastanti. Potrebbero causarsi, nel migliore dei casi, delle fessurazioni sia sulla struttura portante che nelle strutture di supporto, con relative fessurazioni dei pavimenti, delle porte e delle finestre.
Interventi di questo tipo non sono da imputarsi alla mano d’opera straniera che lavora in città, ma alla diezione lavori che ha ordinato l’intervento.
Questo non è che l’ultimo dei misfatti compiuti alle opere d’arte che Venezia mostra ma custodisce con cura finchè un cosiddetto professionista non la profana con la sua presupponenze di conoscenza.
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