ARTEMPO Where Time Becomes Art
Questa mostra a Palazzo Fortuny propone una riflessione sulla tematica del tempo e su come esso agisca, formando o trasformando l’opera d’arte. Il rapporto tra arte, tempo e il loro mostrarsi è illustrato attraverso i secoli, i luoghi ed i linguaggi espressivi differenti.
Le oltre trecento opere della mostra, composte da rari e preziosissimi pezzi archeologici a installazioni contemporanee, provengono dalle vaste collezioni di Axel Vervoordt, dai Musei Civici Veneziani e da altre importanti raccolte pubbliche e private di tutto il mondo.
L’impressione che mi ha dato la mostra è stata quella di grande fascino ed ammirazione verso i preziosissimi reperti archeologici esposti, soprattutto la dama velata della collezione dei Musei Civici Veneziani di Ca’ Rezzonico.
La mia ammirazione per queste opere va oltre alla mera bellezza che le caratterizza, ma si sofferma alla singolarità e peculiarità delle maestranze che le hanno composte che ai giorni d’oggi non sono più riproducibili. Questa perdita è ben visibile percorrendo la mostra e soffermandosi sulle opere contemporanee nelle quali il vero scopo rappresentativo spesso e volentieri non è ben comprensibile.
Scopo della mostra è quello di mostrare gli effetti del tempo sulle opere e del compenetrarsi di queste ultime in esso, ma quello che ho potuto vedere è un bellissimo palazzo veneziano in sfacelo che necessita di un tempestivo intervento di restauro per non perdere nel tempo una testimonianza storica ed artistica.
Le oltre trecento opere della mostra, composte da rari e preziosissimi pezzi archeologici a installazioni contemporanee, provengono dalle vaste collezioni di Axel Vervoordt, dai Musei Civici Veneziani e da altre importanti raccolte pubbliche e private di tutto il mondo.
L’impressione che mi ha dato la mostra è stata quella di grande fascino ed ammirazione verso i preziosissimi reperti archeologici esposti, soprattutto la dama velata della collezione dei Musei Civici Veneziani di Ca’ Rezzonico.
La mia ammirazione per queste opere va oltre alla mera bellezza che le caratterizza, ma si sofferma alla singolarità e peculiarità delle maestranze che le hanno composte che ai giorni d’oggi non sono più riproducibili. Questa perdita è ben visibile percorrendo la mostra e soffermandosi sulle opere contemporanee nelle quali il vero scopo rappresentativo spesso e volentieri non è ben comprensibile.
Scopo della mostra è quello di mostrare gli effetti del tempo sulle opere e del compenetrarsi di queste ultime in esso, ma quello che ho potuto vedere è un bellissimo palazzo veneziano in sfacelo che necessita di un tempestivo intervento di restauro per non perdere nel tempo una testimonianza storica ed artistica.
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