Opere pubbliche del Palladio

ACCADEMIA (Convento di Santa Maria della Carità)

L’Accademia è ospitata negli edifici di una vecchia “Scuola” : la Scuola Grande della Carità di cui faceva parte la chiesa di Santa Maria della Carità e del convento omonimo. Questo complesso prende il nome di Accademia della Belle Arti nel 1750 anno della sua fondazione.
A Venezia Palladio non troverà committenze disposte ad affidargli la progettazione di architetture civili: la sua attività sarà limitata all’ambito religioso. Per il convento della Carità, pervenutoci a livello di frammento, Palladio aveva concepito una struttura che si richiamava, tipologicamente, a un nucleo abitativo di epoca classica, evocato, per esempio, nel chiostro peristilio del quale si conserva uno dei lati.

PALAZZO DUCALE – SALA DELLA QUATTRO PORTE

Prima che avvenisse il grande incendio del 12 maggio 1574 che distrusse quest'ala del palazzo, qui vi era il Collegio, sala di adunanza della Signoria. Successivamente questo ambiente divenne l'anticamera d'onore, dove il popolo attendeva per essere ricevuto dalla Signoria o dal Senato. Per questo motivo questa sala prendeva il nome di "antipregadi" che significava sala che precedeva il Senato, e anche detta "sala degli stucchi" a causa della magnifica decorazione composta da stucchi bianchi e dorati alla romana che rivestono il soffitto a volta, inquadrando raffigurazioni pittoriche a fresco. Adesso questa sala prende il nome dai quattro ricchi portali attraverso i quali vi si accede.
Costruita dal Proto Antonio da Ponte su progetto del Palladio e di Antonio Rusconi (fine 1574); gli affreschi di Jacopo Tintoretto, su schema compositivo di Francesco Sansovino, sono incorniciati dalle decorazioni a stucco a opera di Giovanni Cambi detto “Il Bombarda”.

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