Rosalba Carriera “Prima Pittrice de l'Europa"
Alla veneranda età di 84 anni il 15 aprile del 1757 si spegneva a Venezia una tra le più illustri pittrici e ritrattiste dell’epoca.Proprio in occasione del 250° anniversario dalla sua morte a Palazzo Cini è allestita, fino al 28 ottobre, una mostra che riunisce 55 delle sue opere più illustri provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutta Europa.
L’allestimento della mostra è molto elegante e intimo, in cui il visitatore è attratto solamente dalla bellezza dei ritratti incorniciati da splendide cornici - originali - di legno intagliato e dorato.
Per ogni quadro, la particolarità della tecnica utilizzata da Rosalba (pastello su carta) comporta l’utilizzo di alcune precauzioni come il vetro che fa da divisorio con l’ambiente esterno ed il dipinto, e l’utilizzo di lampade particolari ad emissione controllata in modo da non danneggiare le opere.
La mostra si apre con il bellissimo Autoritratto (Firenze, Galleria degli Uffizi) che fu commissionato dal Gran Principe Ferdinando de’ Medici, e compiuto verso il 1709-1710. Qui Rosalba si ritrae infagottata nel giubbone da pittore, ingentilito dagli inserti di pizzo del vestito sottostante, mentre ritrae l’amata sorella Giovanna che fu spesso sua collaboratrice. In questo quadro si coglie un misto di timidezza e di orgoglio professionale, forse dovuto all’ufficialità programmatica del dipinto. Come unica nota di vanità vi è appuntata tra i capelli della pittrice una rosa bianca, ovvero alla latina, una rosa alba: garbato riferimento al suo nome.
Ad accompagnare i quadri ufficiali a pastello vi sono anche delle piccole miniature su avorio per le quali il 27 settembre 1705 Rosalba venne accolta come accademica di merito all’Accademia di San Luca a Roma. Nonostante lavorasse già da poco anche a pastello, il suo nome in quel momento era legato soprattutto all’attività di miniaturista che le aveva in pochi anni conferito un successo su scala europea.Il motivo di questo successo è dovuto soprattutto al fatto che fu la prima a fare miniature su avorio (perché veniva utilizzata la pergamena); sfruttando la candidezza dello sfondo le sue opere furono elogiate per gli accordi di “bianco sopra bianco” portati ad un grado di eccellenza da suscitare il paragone con Guido Reni, da parte del principe del consesso romano, Carlo Maratta.
Comunque Rosalba è ancora oggi famosissima per le sue opere a pastello perché con esse seppe cogliere con acutezza il ritratto dei personaggi della società veneziana ed europea del Settecento; soprattutto quelli della corte francese in cui interpretò in modo impareggiabile gli ideali di grazia e di eleganza di un’epoca. Per quasi mezzo secolo le corti europee cercarono di accaparrarsi i suoi servigi, ma lei preferì rimanere a lavorare a Venezia rifiutando le generose proposte, salvo tre giorni a Parigi, a Modena e a Vienna.
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