A la Zirada: il quarto ponte sul Canal Grande

Il quarto ponte sul Canal Grande è ormai in buona fase di esecuzione ed il dibattito seguito la richiesta fatta ai cittadini sul nome da porgli continua ad appassionare il pubblico.

Personalmente sono d’accordo con il Sindaco di Venezia Massimo Cacciari sul dare al ponte in questione un nome storico così come lo sono gli altri ponti, non solo quelli che attraversano il Canal Grande. Nessuno di questi porta il nome del suo progettista, sarebbe come chiamare il ponte di Rialto “Ponte di Antonio da Ponte” , oppure il Ponte della Ferrovia o degli Scalzi “Ponte Miozzi” Ecco quindi che proporlo come “Ponte a la Zirada” sarebbe la soluzione migliore per il contesto storico e geografico cittadino.
Zirada perché il Canal Grande effettua una svolta, Zirada perché anche Ca’ Foscari si pone alla Zirada del Canal, Zirada perché proprio davanti a “La Machina” i regatanti effettuano la svolta del Canale e, non per ultimo, Zirada perché la vicina Chiesa di S. Andrea “a la Zirada” era indicata come ultimo estremo lembo della città verso Fusina, con il Canale che effettua una svolta a destra uscendo dal Canal Grande, entrando nelle calme acque della laguna, molto tempo prima che fossero costruiti il ponte ferroviario prima ed il ponte automobilistico poi.
La Chiesa di S. Andrea de la Zirada, attualmente relegata in uno spazio angusto dietro il Garage Comunale, era un antico monastero di Monache Agostiniane che sotto il dogado di Andrea Dandolo (1343 – 1352) furono obbligate a perpetua clausura. Ancora negli ultimi anni del XX secolo vi erano rinchiuse alcune Monache in clausura.
La Chiesa ed il Monastero furono fondati nel 1320. Sono ancora esistenti sulla lunetta esterna della facciata principale due bassorilievi del XIV secolo raffiguranti la Invocazione di Paolo e Andrea e “Cristo passo”.
Giambattista Albrizzi nel suo Forestiero Illuminato del 1772, così descrive la Chiesa:

…Prendendo il cammino a mano manca, dopo buona pezza di strada, si trova in una gran Piazza la Chiesa e il Monastero di Monache Agostiniane, sotto la invocazione di S. ANDREA, detto anticamente “dalla Ziada”….
…..La Chiesa ha sette altari, maestrevolmente, e riccamente lavorati. Si vedono ai lati dell’Altar Maggiore, due quadri del Tintoretto. La tavola di S. Agostino è di Paris Bordone; e quella di S. Girolamo è di Paolo Calliari. Delle due tele poi sopra il Coro delle Monache, l’una è di Tintoretto, l’altra del Palma. All’Altare maggiore si vede una gran mole di pietra macchiata, che figura il monte Tabor e vi sono sei figure di marmo bianchissimo assai bene intese. Bellissima è pure la statua di S. Andrea posta sopra il suo altare….

Nel 1957, dopo un notevole restauro, la Chiesa viene riaperta, ma rimane consacrata per poco tempo. Viene successivamente data in uso, come laboratorio, ad un famoso artista contemporaneo almeno fino al 2002.
Dimenticare la propria storia significa dimenticare la conoscenza del proprio essere, abbandonare nell’oblio tutti coloro che con le piccole o grandi cose hanno costruito la città di Venezia, la sua storia e la sua magnificenza, lasciare che l’ignoranza prenda il sopravvento sui valori che hanno portato Venezia ad essere unica e splendida significherebbe gettare al vento mille anni di sacrifici, di lotte, di grandi vittorie e cocenti sconfitte, significherebbe abbandonare ancora una volta la nostra città ad un inevitabile destino di museo a cielo aperto.

Per questi motivi il quarto ponte sul Canal Grande sarà per me PONTE A LA ZIRADA.

Jacopo de' Barbari - Particolare

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